Tuesday, 23 September 2008

Trasformazione del Rinconiglio

Probabilmente, l'unica foto
esistente del Rinconiglio.

Cammino nel campo, come al solito, come ogni mattina dal lunedì al venerdì, per andare a compiere il mio dovere come membro dell'onorata società dell'Information Technology. Cammino e ascolto quel disco dei Rolling Stones dove c'è Angie. Cammino e ascolto un disco a caso con Baden Powell e Vinicius de Moraes. Cammino e ascolto il silenzio. Soprattutto se vedo della gente in lontananza nel campo. Mi piace avere le orecchie libere, dire "buongiorno!" e poter sentire "buongiorno" detto da qualcuno che, come me, sente il bisogno di stare in mezzo a un campo alle nove di mattina, invece di passare per la comoda strada asfaltata.
Il signore di stamattina l'ho già visto, ha un bel cagnetto, un bastardino tanto curioso quanto diffidente, che normalmente arriva quasi a pigliarsi la mia carezza per poi ritrarsi, in un gioco delle parti sempre uguale. Oggi, per la prima volta, si fa accarezzare. Qualcosa è cambiato. E' più fiducioso.

"Buongiorno!"
"Buongiorno".
"E' meno pauroso del solito, il suo cane, oggi!"
"Eh, è contento perché ieri ha preso un coniglio nel campo di pannocchie qua a fianco!"
"Ah, un con..." Ulp. Non ha preso un coniglio. Ha preso IL coniglio. Il Rinconiglio.
(Cinque secondi di silenzio. Il cane ha il muso, quasi la faccia, di uno che vuole intendere: sono stato bravo, eh!)
"Eh, bravo cagnetto! E adesso lo mangerete?" scherzo prontamente. Prontamente con cinque secondi di ritardo.
"Eh no, non lo possiamo mangiare così". Ma no, scherzavo, signor mio. lo so che non lo mang... "Bisogna prima %$£=%£ [termine dialettale cernuschese incomprensibile] per togliergli il gusto di selvatico".

Rido.

No, non per circostanza. E' che, dopo lo shock sciocchino iniziale, mi dico che è proprio un buon epilogo. Era il Rinconiglio. Ha vissuto in un campo di pannocchie, ingozzandosi oltre misura e pensando, probabilmente, che il mondo è un infinito campo di pannocchie. Ha preso il sole di fine estate tra lattughina e tarassaco. Magari ha preparato il mondo per l'avvento di una stirpe di Rinconiglietti.

E, seppur cieco e rinco, invece di finire sotto una macchina si è trasformato nella preda di un predatore, una roba tra animali. Ha fatto felice un cane. Ha fatto felice il padrone del cane. Ha fatto felice la moglie del padrone del cane (ma meno, perché ha dovuto prima %$£=%£ [termine dialettale cernuschese incomprensibile] per togliergli il gusto di selvatico).
In mezzo al campo va così. Cinquanta metri più in là, sull'asfalto, non lo so. Ma qui, un mezzo al campo, tutto torna. Anzi, non ha neanche bisogno di tornare, è e basta.

"Arrivederci".
"Arrivederci".

4 comments:

Anonymous said...

Meglio un'estate da rinconiglio che cento da pecore metropolitane, già.
Mi illudo che il canetto possa aver preso un altro coniglio però, e lunedì mattina esca dal campo IL rinconiglio come dal cappello di un mago.
S

T. said...

B. ma che ne sai che magari non era il figlio o la moglie del rinconiglio da te citato?
Magari la progenie si sta già diffondendo. Perchè d'altronde si sa, c'è un rinconiglio in ogni campo di grano (citazione inutile nel contesto volta solo a terminare il commento in modo poetico).
T

B. said...

L'altro giorno rincasavo dalla redazione che era già buio. Il buio altera le percezioni, ma nell'oscurità, tra le pannocchie, mi è parso di essere osservato da due lunghe orecchie famigliari...

Sonia said...

Cavolo B. Dovresti scrivere per lavoro! Se te l'ho gia' detto... be' te lo ripeto! :D