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Wednesday, 25 December 2013

Natale



Se poi l'audio non vi basta, qui c'è da dove è stato preso, ovvero dal concerto di natale di IGN Italia, dove io e Kenobit facciamo davvero di tutto:
http://it.ign.com/feature/11067/concerto-di-natale-2013
Però mi vergogno un po' di aver cantato certe tracce così male. Soprattutto quelle col Game Boy sotto, che è peccato perché le basi di Kenobit sono davvero sopraffine. Ma la voce non si può barare. Use it or lose it. E io non canto mai. Perché altre sono le mie voci, in questo momento, e non sento l'esigenza di cantare quotidianamente o anche solo settimanalmente. Mi è piaciuto, tornando al medley di cui sopra, che senza parole sia uscita una rappresentazione così onesta e intima del mio stato d'animo. Uno dice: bravo, hai imparato a esprimerti limpidamente. E invece ero solo troppo stanco, reduce da due settimane iperattive, per stare a pensare a cosa suonavo e a come lo arrangiavo. L'elenco delle musichine dei giochini contenute nel medleyino è:
Slalom (C64) See the conquering Hero comes (G.F.Haendel) Sì, the ski game with no name.

Ocarina of Time (N64) Title Theme (Koji Kondo) 

Gran Turismo 3 (PS2) Moon Over the Castle (Masanobu Andoh) 

Super Hang-On (ARC) Winning Run (K. Hayashi, K. Namiki) 

Ghosts'n'Goblins (C64) (Mark Cooksey) 

Ghosts'n'Goblins (ARC) (Ayako Mori) 

A Link to the Past (SNES) - Dark World (Koji Kondo) 

A Link to the Past (SNES) - Hyrule Castle (Koji Kondo) 

Super Mario World (SNES) - Bowser's Castle (Koji Kondo) 

Ocarina of Time (N64) Lost Woods (Koji Kondo) 

Tonari no Totoro (ANIME) Path of the Wind (Joe Hisaishi) 

Super Mario Bros. 2 (NES) Doki Doki Theme (Koji Kondo) 

The Legend of Zelda (NES) Overworld Theme (Koji Kondo) 

Final Fantasy (Various) Tha famous theme (Nobuo Uematsu) 

Ocarina of Time (N64) Gerudo Valley (K. Kondo) 

Ocean Software games (C64) Loader theme (Martin Galway) 

Great Giana Sisters (AMIGA) Title Theme (C. Huelsbeck) 

Tuesday, 2 July 2013

Psychic 5 - Bunta's Theme



Un altro colpo basso dei Sultans of  SID, cioè Fabio Bortolotti e me medesimo. Un  Commodore 64 suonato via MIDI e un Game Boy dialogano e trasformano in metallo rovente un brano già di per sé incandescente di Shinichi Sakamoto. No, non Ryuichi. Shinichi. Quello delle musiche di quasi tutti i Wonder Boy. Questo però è un gioco del 1987 che si chiama Psychic 5. E che amo così tanto che ho acquistato la scheda del gioco da sala, ma questo è un argomento lunghissimo che affronterò un'altra volta. Quello di spendere soldi in schede-reliquia del passato.


E bon. Ma perché fare un pezzo che conoscono - forse -10000 persone al mondo e non, per esempio, tirar su una bella cover 8 bit di Get Lucky dei Daft Punk che fa più accessi? Perché è più interessante ambire a far conoscere la musica poco nota a potenziali estimatori che ancora la ignorano, per esempio! Idolatro i Daft Punk, ma insomma, di questi tempi li ascolti anche dal gelataio, ed è ottimo, ma se li ascolti già dal gelataio perché dovrei farteli ascoltare anch'io, che manco te li posso accompagnare con un buon gelato? Quindi via, cover di pezzi ignoti. Per pochi, sperando che diventino pochi più uno. 
Il video l'ho fatto io pasticciando con la grafica del coin-op di Psychic 5 in due serate, è carino ma poteva essere mooolto più carino disegnando più fotogrammi ex-novo. Ma il tempo lo sapete com'è.



Un segreto: se guardate il video a risoluzione 720P e tassativamente a schermo intero, vedrete magicamente apparire le linee di scansione e i distrurbi tipici dei vecchi monitor a tubo catodico. 

Wednesday, 26 June 2013

Uomo Tigreeeee...



Con Fabio Kenobit Bortolotti abbiamo ben pensato di costituirci come duo musicale per fare canzonette pop elettroniche rigorosamente su hardware originale. Cosa vuol dire? Ecco un esempio. Lui ha arrangiato per puro Game Boy "L'uomo Tigre" di Riccardo Zara. Io ci canto sopra a metà tra Dougie Meakin e Rino Gaetano, ma ovviamente lontanissimo qualitativamente da entrambi. Sotto, Sagat di Street Fighter II urla ininterrottamente Tigeeer, Tigeeer...
E così sono nati i Sultans of SID, laddove il SID è il glorioso chip audio del Commodore 64, ma esploreremo man mano un po' tutta la vecchia chippaglia d'una volta. Ci sono io, quindi c'è nostalgia, ma per fortuna c'è anche Fabio, quindi c'è anche competenza e mestiere. Il video l'ho fatto tutto io rielaborando l'intera sigla dell'Uomo Tigre come fosse uno slide show, in vero formato C64. Erano animazioni talmente minimali, quelle dell'Uomo Tigre, che funzionano perfino quasi da ferme!!!
(Perché crescendo mi è sempre più chiara una cosa: più tutto è vano, più il suo senso sta nel farlo al meglio).

Sunday, 23 June 2013

Dr. Robert


Finalmente ho trovato un filtro video che mi piace. E' un filtro pseudo quarantenne, come me. Catodico. Ingiallito. Sfocato. Ma onesto. Ora posso filmarmi in maniera credibile, senza paura di sembrare uno che vuole sembrare. Ciccioso, parecchio stonato, un po' fuori tempo ma felice della terapia musicale in corso!

Friday, 23 December 2011

So you say it's Xmas


Come da tradizione, un nuovo singolo natalizio.


So you say it's xmas, so you say it's xmas time.
And you want a xmas and you want a xmas song.
Still I don't hear the bells and whistles all around
and ev'rybody is lying to the ground.
I don't know what I have to sing or have to play,
when there's no reason for it anyway.
So you had a crisis, so you had a critic time. (sic)
And you want some xmas, something that may cheer you up.
Are you in the 99% percent who feels the pain
or in the 1% who never feels ashamed?
Are you among the ones deserving to complain?
So bad we humans always act the same
and you know they're gonna let you down
and you're gonna wear the thorny crown
and the kids ar gonna bear the frown
and you'll get a plastic xmas time.
So you say it's xmas, and you want a xmas tree
Look at all those faces and stick it where it needs to be.
There's nothing new under the sun or in the snow
That's why I never trust the ones I know.
The stone is cast but all the sin/ners left the dome
you wanna judge me but you're all a lone
and you know they're gonna let you down
and you're gonna wear the thorny crown
and the kids ar gonna bear the frown
and you'll get a plastic xmas time.
and when you think that you've seen it all
then you're gonna beg and steal and crawl
and when everyone has gone away
than you'll get your plastic xmas day.

Scritto, suonato, cantato ecc. da me.
Mixato da Fabio Bortolotti.


Se volete, qui potete sentire in sequenza tutte le Xmas Sessions fino a questo punto:

Buon, o almeno sostenibile, Natale.

Sunday, 24 April 2011

Jesus Christ Amateur [take 2]



Sempre infima qualità audio, ma almeno non canto, ergo everything's alright.

Saturday, 23 April 2011

Jesus Christ Amateur [take 1]


Urk. Una volta si crocifiggeva la gente per molto meno. Ma non ho resisistito a sbrodolare un po' di pezzi di Jesus Christ Superstar, più per indole iconoclasta che per crisi mistico-pasquale.
La qui presente Heaven on their Minds è per sua natura incantabile da chiunque non si chiami Carl Anderson (il Giuda del film, il vocalist più fico del mondo, che Dio l'abbia letteralmente in gloria) ma è anche vero che dopo dieci ore di ufficio è ancora meno cantabile. Ma a chi la racconto: è solo che neanche abbassandola di CINQUE semitoni rispetto all'originale riesco a cantarla!

Tuesday, 15 March 2011

Innocent


Non si può suonare "bene" in un giorno così.
Ma a pensarci, o meglio, a sentirci, la musica è la forma di preghiera più onesta che io conosca.
E, in un giorno così, non mi riesce di fare altro.

[Brano: libera improvvisazione su "Innocent" di Joe Hisaishi, da "Laputa" di Hayao Miyazaki.]

Friday, 24 December 2010

Baby, it's Xmas - il nuovo singolo!

Il disegno qui sopra è vecchio,
la canzone qui sotto è nuova!
Clicca e scarica:


Scritta, composta, ecc ecc da Andrea Babich e Marco Corsi

Ritorna l'antica tradizione dei due buoni amici Marco Corsi e Andrea Babich: regalare a chi lo desidera una carola natalizia in occasione del Natale. Anche perché farlo in occasione della Pasqua sarebbe un po' stupido. L'idea è sempre la stessa: i due si trovano, si nutrono, chiacchierano, bevono una bottiglia di vino, compongono il pezzo, lo registrano, lo impacchettano e lo regalano al mondo.E così è stato anche questa volta!Non vi annoio oltre con il "making of": di certo i più attenti noteranno una particolarità del testo che denota come, invecchiando, un po' si tiri al risparmio. Ma tant'è: il brano è comunque nuovo di zecca e la sua attitudine rock'n'roll ci ricorda come nessuna legge sancisca che in tutti i brani natalizi debbano esserci per forza quei maledetti sonagli. Meglio allora dotarsi di un batterista coi fiocchi, evenienza qui felicemente concretizzatasi - a NataleLandia, dove tutto è possibile, l'inarrivabile Keith Moon ha deciso di darci una mano con il suo drumming sconcertante. E meno male, perché il resto è stato registrato talmente al volo che, in sostanza, la registrazione è durata meno della durata del pezzo.
Buon ascolto e buon Xmas Time da Marco Corsi e Andrea Babich.
Se il coso sopra non funzionasse, scaricatela da qua.

Saturday, 6 March 2010

A quick one with Cat Stevens



Don't be shy, just let your feelings roll on by
Don't wear fear, or nobody will know you're there
Just lift your head, and let your feelings out instead
And don't be shy, just let your feeling roll on by
On by

You know love is better than a song
Love is where all of us belong
So don't be shy just let your feelings roll on side
Don't wear fear or nobody will know you're there
You're there


Vita nuova, canzoni nuove nel lettore MP3. Se scruto per bene negli anfratti digitali del suddetto lettore, trovo degli MP3 che sono lì da tempo immemore. E siccome è un tenero piccolo lettore MP3 da 2 giga, è sempre necessario fare spazio per metterci dentro dischi nuovi. Problema: dopo tre-quattro mesi che un MP3 è sul lettore, esso assurge ai miei occhi a una dimensione di sacralità - se non è stato cancellato, una ragione ci sarà, e la ragione è solitamente che torno e ritorno su quel brano/album/artista con grande piacere e grande costanza.
Per trovare il coraggio di fare spazio ed eliminare questi mostri sacri del mio gusto personale, userò questo Babich Playground, scaramanticamente, come luogo del rogo. Un rogo che non sarà privo di una breve cerimonia commemorativa.
Il file più vecchio presente sul mio MP3 è la canzone "Don't be shy" di Cat Stevens. Brano di una semplicità disarmante, scritto da Cat con la mano sinistra per la colonna sonora di "Harold & Maude", il film che ora per piacere correte a vedervi qualora, misteriosamente, non l'aveste mai fatto. Comunque. Un pezzo fantastico, che ho qui celebrato suonandolo rigorosamente al volo e senza preparazione, una specie di sveltina musicale con Cat Stevens, che Allah l'abbia in gloria perché è un genio, sia nei suoi momenti più pop folk sia in quella strana vena acoustic-progressive che cavalcava a metà Settanta. Ed è un figo anche adesso che si chiama Yusuf e ha ripreso a far dischi, cantando ancor meglio che in passato (meno enfasi, più serenità nella voce).
Compiti per casa:
- Ascoltatevi anche come la fa Eddie Vedder. Perfetta per lui. Difficile anche per lui, però, staccarsi dall'interpretazione Stevens. E perché mai farlo?
- guardare Harold & Maude (se non sapete niente della trama non documentatevi, è meglio farsi cogliere di sorpresa)
- ascoltare "An Other Cup" e "Roadsinger", i due dischi di Yusuf Islam degli anni Duemila.
- già che ci siete ritirate fuori i vinili di "Teaser & the Firecat", "Tea for the Tillerman", "Buddha & the Chocolate Box".

Tuesday, 26 January 2010

Breve canzone goliardico-surreale
sulla console Sega Mega Drive




Vai vai vai.
Vai con il Mega Drive.


Per essere stata buttata giù in tutta fretta e registrata al volo (per un podcast di cui presto saprete), questa canzoncina "Sega Mega Drive" può godere di un contesto insospettabilmente articolato, di cui non ero in verità cosciente mentre la scrivevo. L'ho capito dopo, il retroscena, ascoltando bene le mirabili rime e assonanze uscite come per magia da una trance mesmerica.
L'idea è che l'interprete della canzone sia il guidatore della Ferrari Testarossa di OutRun (gioco da sala, Sega, 1986). Sì, l'anonimo essere che scarrozza la bionda nell'indimenticabile coin-op. E scarrozza, e scegli percorsi nuovi, e cambia la stazione radio, però alla fine c'è sempre una fine. E allora li ritroviamo un po' appesantiti sul divano di casa, anni dopo, davanti alla tivù, con una console Sega Mega Drive a 16 bit, gentilmente offerta dal loro sponsor, Sega. Mica possono portarsi il cabinato di OutRun in salotto, scusa. Quell'epoca è finita, e con lo spegnersi della fiamma escapista si è esaurito anche il fuoco della passione, soprattutto di lei. Lei che però ha uno stile tutto suo, nel giocare al Mega Drive. Lui forse ancora la brama, e si abbandona a questa serenata struggente, modellata sulle note di "Passing Breeze", uno dei tre brani dell'originale OutRun.

(Grazie a Zzavettoni che non lo sa ma gli sto scroccando la banda per l'mp3)

Wednesday, 19 August 2009

Tuesday, 3 March 2009

A 18 anni


Behind Blue Eyes, di Pete Townshend,
interpretata da Eighteen Boy Babich.

A 18 anni avevo capelli corti.
-
A 18 anni vestivo spesso di grigio.
-
A 18 anni avevo spesso un'espressione stanca e preoccupata.
-
A 18 anni suonavo quasi ogni giorno Behind Blue Eyes,
senza mai impararla veramente.
-
A 18 anni non andavo a ritmo
perché quasi nulla conoscevo del mio ritmo.
-
A 18 anni non è che fossi poi così diverso da oggi, solo che non ero cosciente né dei miei limiti, né delle mie potenzialità. Ed è una bella differenza, che ora mi permette, giorno dopo giorno, di accettarmi meglio per quello che sono.
-
E per quello che suono.

Saturday, 14 February 2009

The Valentine Sessions


"Something" di George Harrison,
da The Valentine Sessions

Una definizione generale di amore non è da tentare. Però di sicuro l'amore è quella cosa che ti permette di andare avanti a cantare "Something" nonostante il mal di gola, nonostante il computer aarancante mandi audio e video fuori sincrono dopo pochi istanti, nonostante il microfono penzolante mal calibrato pigli su oltre alla voce anche il suono delle dita sulla tastiera, nonostante uno si impegni per cantare e suonare simultaneamentee invece il risultato audiovisuale sembri un playback fatto male registrato dentro una scatola di fiammiferi.
L'amore è anche che, nonostante tutte le cose suddette, c'è chi è felice che le sia stata dedicata "Something".

Insomma: l'amore è nonostante.

Saturday, 20 December 2008

The Magic Christmas of Love

Buone Feste! Clicca su Play, è per te!

"The Magic Christmas of Love"
Testi e musiche di Andrea Babich e Marco Corsi

Insieme a Marco Corsi, mio amico nonché mio Lennon e/o McCartney, abbiamo composto anche quest'anno una canzone natalizia. Lo schema è stato grosso modo quello dell'anno scorso: ci si trova, si convivia con del buon vino, si compone al volo una musichina, nel frattempo si scrive un testo più o meno sensato, si incide e oplà, la canzone natalizia è pronta. L'idea centrale non è di ottenere il miglior risultato possibile, ma di mantenere una certa immediatezza compositiva e tematica, che ruoti attorno al Natale.
Quest'anno, però, è successo un gioioso imprevisto proprio quando avevamo finito la canzone: ci è venuta in mente una coda un po' psichedelica. Ciò ha alterato la variabile immediatezza, nel senso che sì, l'ossatura della canzone l'abbiamo registrata al volo, ma da quel seme sono poi sbocciati gli inaspettati arabeschi indo-beatle-natalizi che state probabilmente sentendo. Mai avevo realizzato così bene quanto sia difficile fare il mixaggio - ora so di non sapere, e il risultato mi lascia soddisfacentemente insoddisfatto. Forse perché non avevo ancora sovrainciso cori a sei voci accompagnati da chitarra, mellotron, harmonium, tampura, archi, maracas, tamburello. Ah, e gli obbligatori sonagli. Andrei avanti a mixare, remixare, aggiungere, togliere... ma poi diventerebbe "The Magic Capodanno of Love" e non va bene!

Il testo è altrettanto ibrido: nascosti tra gli stereotipi natalizi, come stelle dorate tra i rami di un abete, si celano riferimenti a Nintendo, alla mistica orientale, a "Rubber Soul" dei Beatles (e all'inglese maccheronico...)

"The Magic Christmas of Love"

Ev'rybody's waiting under the Xmas Tree

All Together waiting for surrender.

Ev'rybody's waiting under the Xmas Tree

All together dancing with thee.


I'm on my way

But I don't care

The cold and bloody people stare.

I'm on a star

that shines so bright

and brings the light and faith.


Ev'rybody's thinking of a happy new year

All together waiting for the red man.

Ev'rybody's waiting under the Christmas Tree

All together praying with me.


I'm on my way

And I feel nice

The sky's a chapel made of ice

I'm on my star

this dream is mine

and brings me bread and wine.


Let's get together to the magic Xmas

Let's get together to that mushroom dream

And if you miss the grip my friend

This is Christmas on trip.


Ev'rybody's waiting in the name of themselves

All Together waiting for the true self

Ev'rybody knows I'll never be the same man

All together waiting for the changin'.


I'm on my way

But I don't care

The cold and bloody people stare

I'm on my star

that shines so bright

and brings the light and faith.


Let's get together to the magic Xmas

Let's get together to that mushroom dream

And if you miss the grip my friend

This is Christmas on trip.


Let's get together to the magic Xmas

Let's get together to that mushroom dream

And if you miss the word my friend

This is the Christmas of Love.


Of Love... Of Love.

This is the magic of Love.

The magic Christmas of Love.


...perché stare insieme e fare musica, per noi, è già sufficiente a dare un senso a questo Natale, di cui tutti parlano e si lamentano, senza però provare a calarcisi dentro, a capirne il senso così semplice. Invocare la retorica rischia di essere una scusa per non aprire il cuore. Per cui mi unisco a Madonna e vi auguro solo questo: Open your heart.

Thursday, 27 November 2008

Esperimento musicale coi Duran Duran: Replica



Lo stesso filmato del post precedente,
ma in vero bianco e nero.


Perché questa replica del filmato? Perché mi piace di più in bianco e nero, ecco perché! Come fosse trasmesso dalla televisione slovena nel 1985. Però in una dimensione parallela in cui il bianco e nero è davvero bianco e nero, e non una indefinibilmente analogica scala di tonalità di grigio. Certo, sarebbe stato scomodo, back then, dire "ma tu hai la tivù a colori o in tonalità di grigio?" Poco elegante. Decisamente non elegante tanto quanto le trasmissioni della tivù in bianco e nero che, sebbene non fosse realmente in bianco e nero, era stilosa come se lo fosse. Ci si vestiva pensando a come rendere una volta decolorati. Pattern, losanghe, pigiami e texture completamente impossibili, a colori. Probabilmente si pensava in bianco e nero. Anche le canzoni di Mina erano scritte in bianco e nero. "Se Telefonando" ha la musica di Morricone e il testo di Costanzo, ma ciò è possibile solo perché era un Costanzo in bianco e nero. Sarebbe bello poter reinterpretare alcune epoche pulendole tramite un trattamento decolorante. Magari anche i Duran Duran avrebbero più credibilità. Però in effetti il video di "Notorious" era in bianco e nero, eppure non ha funzionato granché. No-No.

Tuesday, 25 November 2008

Esperimento musicale coi Duran Duran: Parte II


The Wild Boys.
(pron. comunque e sempre de uoll boys)
Versione con té.


Grazie alle istanze di decontestualizzazione spaziotemporale insite nel medium "blog" (eeh?), siamo ora in grado di mostrarvi cosa sarebbe successo in una dimensione parallela in cui il nostro cantore, invece di mettersi subito alla chitarra, avesse piuttosto optato per una tazza fumante di Yogi Tea.
Ecco qua: corroborato nella mente, nella voce e nella diteggiatura, il coraggioso duraniano esegue una versione country stavolta piuttosto rilassata di The Wild Boys. La versione perfetta per una dimensione alternativa, in la minore invece che in mi minore. Non solo: illuminato nella coscienza dallo yogi del té, Bisboch realizza con ilarità manifesta, verso il finale, che sta continuando a pronunziare "wild" come "wall" e non come "wild". La ragione va ricercata, come sempre, in un'impressione d'infanzia, ovvero nella magistrale interpretazione de "Il Paninaro" ad opera di
Enzo Braschi. Che, a seguire il link, si rivela essere un raffinato intellettuale. Proprio come il Le Bon, che per questa canzone si è ispirato addirittura a un romanzo di William S. Burroughs. E voi che credevate che fosse solo un polletto tutto sangue e Arena, il povero Sir Simon John Charles Le Bon.

Friday, 21 November 2008

Esperimento musicale coi Duran Duran: Parte I


The Wild Boys.
(pron. de uoll boys)

Buongiorno. Ho sempre trovato Jim Morrison estremamente sopravvalutato e Simon Le Bon estremamente sottovalutato, mentre, nella storia della musica, hanno praticamente lo stesso valore. Questo perché qualcuno ha deciso che Jim è una specie di Gesù eterno e santo, mentre Simon è inevitabilmente una creatura degli anni Ottanta e come tale destinato a uscire dall'armadio solo in tempi di revival. E se l'analisi cristologica di Jim Morrison vi sembra esagerata, fatevi un giro su questa pagina di Wikiquote e scoprite la quantità di frasi, detti, aforismi attribuitigli erroneamente. A Simon le Bon nessuno attribuisce nessun detto, nemmeno i suoi, probabilmente. E purtroppo Johnny Cash è morto e non può fare una bella cover country di Wild Boys. Va bene, ci penso io, che ovviamente non sono all'altezza, ma paio almeno vivo, nonostante i postumi de La Fuffa che peggiorano ulteriormente l'esecuzione canina.
Si tratta in realtà di un esperimento scientifico sulle dimensioni parallele, di cui capirete appieno la portata solo con la pubblicazione, domani, della seconda parte.

Thursday, 20 November 2008

The Final Concert


Guitar Hero World Tour Live in Milan
[cliccate la scritta
per la versione il Alta Definizione].


Che è sta roba? Semplice: sono quattro persone che videogiocano con un videogioco videomusicale. Il gioco "spara delle note", e i duellanti devono interagire con lo strumento nell'esatto momento richiesto dal gioco. E' come essere dei carillon viventi, pronti a suonare la nota che arriva lungo il cilindro metallico, solo che ciascun giocatore deve farlo sul proprio strumento di plastica. Il cantante deve andare a ritmo e pigliare l'altezza della nota.
Se la chitarra finta è più simile alla tastiera a tracolla di Sandy Marton, la batteria è piuttosto impressionante, perché a livello difficile richiede di essere, in sostanza, batteristi. 'Sta roba è una delle serie più di successo degli ultimi tempi. Da Activision, quelli che vi hanno dato Pitfall! nel 1982 (che è più meno come dire "da Battiato, quello che cantava "E l'amore" nel 1968").
Riprese di Alessandro Polli.
Splendida postproduzione di Stefano Polli.
Groupie perentoria impersonata da Chiara Santilli.

Ed è The Final Concert, che segna il mio passaggio da redattore della rivista Xbox Magazine Ufficiale a redattore della rivista ufficiale Nintendo. Bello farlo cantando. Quasi tutte le cose dovrebbero esser fatte cantando. Il motivo di questo cambiamento? Ho sempre voluto lavorare per Nintendo la Rivista Ufficiale, e su roba Nintendo in generale. Problemi con Xbox 360? Figuriamoci. Tutte le console di gioco hanno, potenzialmente, qualcosa da dire, è giusto anomalo che esistano console diverse, ma tant'è.

Perfino Billy Idol ha qualcosa da dire: "More, More, More". E anch'io, in generale, di tutto chiedo un po' di più: di me, di té, di simpatia più, di cortesia più, di latte più. Cambiare è bello, se è fatto pensando di inquadrare meglio la propria componente più eterna e immutabile, colei che è. More, more, more. Di rovo, possibilmente.

Wednesday, 8 October 2008

The Babeatles


"I saw her standing in the U.S.S.R.",
da "The Soppalco Concert at Manzotti Road"

Ciao, sebbene questo blog abbia lo sfondo scuro, e nonostante il precedente, sanguigno post, avrete ormai capito che non sono qui per sviscerare le mie viscere visceralmente con del metallo pressofuso, della emo-disperazione e delle tavolette di tristezza. Anzi, oggi voglio solo dire che sono proprio felice, sto bene, nemmeno la musica turbo-folk del pittoresco vicino ucraino mi ha turbato e anzi, per superare i decibel della sua felicità con quelli della mia, ho intonato al volo un paio di canzoni dei miei favoriti: The Beatles!

Non fate caso al discorso introduttivo, probabilmente è in ucraino.